Nel mese di novembre e non solo il 25, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, vorremmo che al centro della riflessione ci fosse il diritto di ogni donna a ricominciare dopo una violenza subita.
Per questo lo slogan di quest’anno è Rinasce libere.
Libere di decidere, di ritrovarsi, di essere autonome, di scegliere e di non aver paura.
Uno slogan sull’importanza dell’autodeterminazione, un invito a riappropriarsi della propria autonomia, recuperando l’autostima e la possibilità di scegliere per se stesse, diritti che la violenza toglie o cerca di cancellare.
Per molte donne la violenza finisce per condizionare ogni aspetto della vita quotidiana.
Le attività più semplici e abituali, come uscire di casa, andare al lavoro, incontrare altre persone possono diventare difficili.
Un Centro Antiviolenza è un punto di riferimento importante e necessario perché le donne vittime di violenza possano scoprire e riscoprire il gusto e il senso della propria vita, grazie all’aiuto di operatrici formate sul tema della violenza di genere.
Un personale interamente femminile accoglie e ascolta le donne, senza giudizio rispettando i tempi e la privacy di ciascuna.
Chi lo desidera può ricevere gratuitamente consulenze legali, psicologiche e di orientamento al lavoro. Nei casi di maggior pericolo, è possibile attivare un servizio di pronto intervento per garantire alla donna un luogo sicuro.
Ricominciare dopo una violenza è possibile.
È importante per noi far comprendere che la violenza non è una strada senza uscita.
Uno dei temi, per noi cruciali, è spiegare il percorso che una donna può intraprendere, per ricominciare la propria vita, dopo una violenza subita.
Un centro antiviolenza è molto più di un luogo che aiuta le donne ad accedere ai servizi pubblici o privati, è uno spazio importante per loro, per riappropriarsi della propria vita e capire da dove e come ricominciare, trovando il supporto necessario.
Ogni donna ha un percorso differente per uscire dalla violenza, perché ognuna ha una sua storia e un suo vissuto.
Il percorso di ogni donna è unico e personale, non esiste un modo giusto o uguale per tutte per affrontarlo. Uscire dalla violenza è un cammino che si costruisce insieme, passo dopo passo, rispettando le scelte e i tempi di ciascuna.
Storie di rinascita
Cinque brevi racconti di donne che hanno ricominciato la loro vita
1 – Ricominciare altrove
G. giovane madre, nonostante le gravi violenze subite, dopo il percorso al Centro Rompi il Silenzio, ha cambiato città, ha potuto ottenere una casa popolare per sé e per il figlio, ha avuto la possibilità di trovare un lavoro e una famiglia che l’ha accolta con amore.
“Pensava di non farcela da sola, invece poco alla volta con forza di volontà costante è riuscita a cambiare la sua vita e la sua prospettiva sul futuro.”
2 – Prendere la patente può essere un modo per sentirsi libere.
S. giovanissima donna, dopo il percorso al Centro Antiviolenza, si è trasferita, ha trovato casa, lavoro, ha preso la patente di guida e sta studiando per finire le superiori.
“Lo scoglio più grande per lei è stato quello di riuscire ad uscire dalla solitudine. Anni di segregazione e controllo l’avevano isolata. La rete e le esperienze maturate con il sostegno delle operatrici le hanno permesso di riappropriarsi di sé e di relazionarsi con altre persone.”
3 – Trovare un lavoro per provvedere a sé e ai propri cari
G. dopo l’accesso al Centro, ha trovato la forza di affrontare la sfida di una nuova vita, lavora e contribuisce al mantenimento della figlia e studia italiano.
“Credo che in lei la voglia di riscatto, per se stessa e per la figlia, le abbia permesso di fare un percorso di uscita dalla violenza. Forse era un modo dimostrarle che si può ricominciare oltre le difficoltà.”
4 – Impegnarsi per raggiungere l’autonomia
S. dopo anni di violenze chiede protezione in una casa rifugio. Intraprende un percorso di uscita dalla violenza. In pochi anni si diploma, prende la patente trova, un lavoro stabile e accende un mutuo per comprarsi una casa dove attualmente vive con i suoi due figli.
“Si è diplomata per poter lavorare nel settore socio sanitario. La sua grande passione era ed è poter aiutare le altre persone. Terminare gli studi ha significato per lei avere un riscatto sociale. Ha trovato un lavoro che la sta gratificando e soprattutto le dà la possibilità di essere autonoma economicamente.”
5 – Cambiare prospettiva e guardare oltre la paura
E. dopo anni di violenza soprattutto psicologica, dopo solo quattro incontri ha deciso e chiesto il divorzio e ricominciato a vivere per se stessa con i suoi tre figli.
“Durante gli incontri parlava pochissimo, questo rendeva un po’ difficili i colloqui, che non duravano mai più di 45 minuti. Ma evidentemente ascoltava attentamente e metteva a frutto tutto quello che le dicevo. Anche se aveva difficoltà linguistiche, si capiva che era molto intelligente e attenta a ciò di cui le parlavo.”
Queste sono solo alcune delle tante storie di donne che hanno intrapreso un nuovo percorso di vita.
Aiutaci a sostenere i progetti e il contrasto alla violenza di genere. Ogni contributo conta.
Uscire dalla violenza si può.
Scopri le altre iniziative legate al mese di novembre.



