Siamo felici di annunciare di aver vinto il Bando ActionAid/Nora!
Grazie a questo contributo potremo realizzare attività di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, rivolte a donne, giovani e alla comunità, presso i comuni dell’Alta Valmarecchia.
Chi è ActionAid e in cosa consiste il progetto NORA
ActionAid è un’organizzazione internazionale indipendente, presente in 71 paesi del mondo che agisce insieme alla comunità per contrastare la povertà e l’ingiustizia, con l’intento di realizzare un cambiamento che metta al centro le persone, affinché possano reclamare i loro diritti, creando spazi di partecipazione democratica.
Nel 2025 Action Aid ha realizzato il secondo bando del progetto NORA, co-finanziato dall’Unione Europea – per sostenere iniziative mirate a prevenire e contrastare la violenza di genere.
Il progetto NORA (Network of Organization for Rights and Autonomy against gender-based violence) mira a promuovere la prevenzione e il contrasto alla violenza maschile contro le donne attraverso il rafforzamento delle Organizzazioni della Società Civile a livello nazionale, regionale e locale e con particolare attenzione alle aree interne e periferiche.
Quale opportunità è stata questo Bando?
Nel 2024, il Centro ha accolto complessivamente 358 donne italiane e straniere che si sono rivolte per chiedere aiuto e supporto, mentre nelle 7 Case Rifugio gestite dalla nostra associazione sono state ospitate 41 donne e 34 minori costretti a fuggire per mettere in sicurezza la propria vita, per un totale di 3990 notti di ospitalità.

Nonostante il lavoro fatto finora, questi numeri dimostrano quanto sia urgente rafforzare le azioni di prevenzione e sensibilizzazione, soprattutto nelle zone interne della provincia di Rimini, come l’Alta Valmarecchia, dove molte donne rischiano di rimanere isolate e non conoscere i servizi di supporto disponibili sul territorio.
Quale progetto avete ideato per questo bando?
Come Centro antiviolenza abbiamo nel tempo creato spazi di accoglienza, sostegno e accompagnamento per donne in situazioni di difficoltà, arrivando a gestire due Centri Antiviolenza, Spazio Vinci a Rimini e Marielle a Santarcangelo di Romagna e diversi sportelli di ascolto in provincia.
Questi passi vanno però sempre sostenuti da nuove iniziate che creino una rete virtuosa tra istituzioni, le persone e comunità, per questo abbiamo incentrato il progetto verso quei comuni spesso lontani dai grandi centri abitati, dove trovare informazioni e iniziative a supporto delle donne in situazioni di violenza non è così scontato.
Per questo è nato il progetto Tu lo sai?, fondamentale per portare informazione, strumenti concreti e reti di supporto proprio dove è più difficile arrivare. Vogliamo rompere il silenzio, abbattere le barriere dell’isolamento e garantire a tutte le donne, ovunque si trovino, la possibilità di conoscere i loro diritti e di chiedere aiuto.
Siamo consapevoli che raggiungere solo loro non sia sufficiente contro la violenza di genere ed è per questo che il progetto prevede di coinvolgere un pubblico più ampio.
Quali luoghi, persone, comunità si prefigge di raggiungere?
Come dicevamo i luoghi sono quelli dell’entroterra riminese.
Le donne sono il nostro primo referente, aiutare loro significa aiutare anche le loro figlie e figli, perché possano crescere sapendo di avere un’opportunità per uscire da una situazione di violenza, prevenirla o quanto meno riconoscere i segnali che rendono una relazione a rischio.
Vogliamo essere presenti per queste donne, italiane e straniere, per informare, essere un punto di riferimento a cui chiedere sostegno affinché non si sentano sole e isolate.
Abbiamo pensato molto a coinvolgere i giovani, perché loro sono il presente e il futuro. Sappiamo che le generazioni cambiano in rapporto ai luoghi e alle possibilità che hanno. Oggi le possibilità di cambiamento legate alla tecnologia permettono a ragazze e ragazzi di affacciarci su mondi potenzialmente meravigliosi e pericolosi alla stesso tempo, per cui diventa importante renderli consapevoli di come anche la violenza modifica le sue forme e si adatta e di come abbia un’eco, a volte devastante per la vita delle persone, soprattutto se sono donne.
La comunità è il nostro referente ultimo, ma non per ordine di importanza. Ogni persona ha un suo ruolo e ogni sostegno conta, perché la partecipazione alla problematiche dei singoli siano un importante apporto al benessere di tutta la popolazione, che può rendersi utile, nel vigilare, osservare e aiutare chi non ha voce, per rompere il silenzio o il muro dell’indifferenza. La violenza non è un fatto inevitabile, può essere prevedibile, arginabile affinché non chiuda le persone nella solitudine.
Perché questa campagna si chiama Tu lo sai?
Partiamo da una domanda perché molti non sanno cosa sia la violenza di genere. Molti associano il problema ai soli fatti di cronaca, ma la violenza sulle donne ha molte forme e si mette in atto in molti modi.
Tu lo sai? Vuole essere un punto di partenza, un modo per capire quanto ne sappiamo sul tema. Vuole essere un invito a mettersi sulla strada del domandare, mettersi in cammino, per scoprire non solo che cosa significa essere vittime di violenza, ma prendere consapevolezza del fatto che la violenza di genere si può contrastare anche attraverso domande apparentemente semplici.
Se mi domando non sono indifferente, se mi informo posso tutelarmi, se conosco posso fare la differenza.
Creare una rete si può, perché le persone creano legami, tessono relazioni e sanno unirsi se si sentono coinvolte.
La nostra campagna avrà varie fasi:
- informativa sui nostri social e sulla pagina News del sito Rompi il Silenzio
- di formazione e incontri sul territorio (rivolti a ragazze e ragazzi, per le donne e incontri pubblici con la cittadinanza)
- di comunicazione con affissioni pubbliche, a primavera del prossimo anno, nei territori della Alta Valmarecchia, con manifesti, cartellini per carrelli della spesa, adesivi. Ognuno porterà un QR-Code che linkerà ad una landing page dedicata al progetto, attiva a febbraio, sul sito web di Rompi il Silenzio.
Le informazioni principali saranno disponibili anche in lingua inglese e francese.
Quali saranno i temi che tratterà e come li diffonderete?
Tre le azioni principali, renderci visibili e raggiungibili come Centro Antiviolenza sul territorio, informare sulle nuove forme di violenza digitale, portare l’attenzione su tematiche che sono sempre di attualità e che vorremmo approfondire: il corpo, la libertà, il consenso, il linguaggio, l’amore.
Affrontare queste ultime tematiche su Instagram, in post dedicati e con un post blog al mese sul nostro sito ci aiuterà a fare da contesto ai temi più specifici che riguardano l’oggetto principale della campagna, ossia le nuove forme di violenza digitale come:
- Diffusione non consensuale di immagini intime – Non-consensual intimate imagery
- Colpevolizzazione della vittima – Victim Blaming
- Ricatto sessuale – Sextortion
- Bullismo digitale – Cyberbullismo
- Diffusione pubblica online di informazioni personali e private – Doxxing


Quale adesione avete ricevuto dal territorio dell’Alta Valmarecchia?
Il territorio è molto ampio e variegato e per questo ci siamo messe in contatto sia con i comuni, sia con tutte quelle realtà che operano e lavorano in quei luoghi.
Per noi è importante avere il supporto di tutti, al di là delle differenze, perché ci sono temi che sono trasversali alle bandiere politiche e le leggi da sole non formano la cultura del rispetto e della solidarietà.
Le istituzioni sono importanti perché sono un punto di riferimento per i cittadini, specie in territori in cui frazioni e paesi sono disposti anche in luoghi non sempre raggiungibili.
Ci ha fatto molto piacere ricevere l’adesione anche da parte di associazioni, circoli sportivi e quella dei commercianti che si sono offerti di ospitare materiali informativi nei loro spazi, per rendere la campagna il più visibile possibile.
Come possono sostenervi le persone?
Tutti possono fare la loro parte.
Aiutarci con domande, raccontandoci storie o commenta i post social, segui gli approfondimenti nelle News del sito, diffondi i temi che trattiamo e prova a rispondere ai vari questionari che via via caricheremo on-line, per capire di cosa c’è bisogno e fare da eco al progetto Tu lo sai?
Seguiteci, a presto.
Grazie.
Le operatrici di Rompi il Silenzio.


