< Torna a Notizie

La stanza celeste. Laboratori di cucito e non solo

Piccoli gesti per fare la differenza, alla ricerca di spazi essenziali per coltivare la propria anima.

Si concluderanno il 10 dicembre i laboratori del progetto La Stanza Celeste, con attività di cucito, riciclo creativo e lavoro a maglia, per le donne seguite dal Centro Antiviolenza di Rimini con il sostegno economico dalla Chiesa Valdese, grazie all’8×1000.

Le operatrici di Rompi il Silenzio ci raccontano che cosa ha significato avere uno spazio di incontro e di creatività, per ritrovare o scoprire momenti di colloquialità e di scambio per le donne che hanno intrapreso un percorso di uscita dalla violenza.

Da dove nasce l’idea di questo progetto?

Nella lunga esperienza come operatrici del Centro Rompi il Silenzio abbiamo lavorato sull’accoglienza delle donne che fuggono da situazioni di violenza.

Quando una donna scappa da questo tipo pericolo, lo fa in emergenza e spesso non ha con sé nulla o quasi. Non ha tempo di preparare valige o effetti personali e questo riguarda tanto le donne che i minori che le accompagnano.

Nonostante i Centri e le Case Rifugio siano attrezzati con indumenti ed effetti di prima necessità, per supportarle in questi momenti delicati, è sempre difficile consegnare loro semplici buste con del vestiario.

Migliorare il modo con cui accoglierle è diventato centrale. Non è solo importante provvedere alle necessità materiali, ma trasmettere loro rispetto e libertà di scelta.

Come l’avete messa in pratica?

Siamo state ispirate da una serie tv che racconta di una donna in fuga con la figlia da una situazione di violenza.

Nella serie Maid su Netflix, ci ha colpito la scena in cui la donna e la figlia, accolte in una casa rifugio, vengono portate in un finto negozio dove scegliere oggetti personali, vestiti, accessori e beni di prima necessità, senza dover pagare nulla; così ci è venuta l’idea de La Stanza Celeste.

Volevamo creare un luogo che fosse allestito come un negozio di abbigliamento apparentemente normale: stand con abiti, un bancone, una cassa finta, un camerino di prova, dove la donna potesse provare i vestiti che più preferiva e che la facessero stare bene, con l’assistenza di un’operatrice a cui chiedere un parere se lo voleva.

Che cosa volevate realizzare? E quali sono stati i risultati?

Nella nostra idea de La stanza celeste c’era la volontà di creare un spazio dedicato alle donne, sia per scegliere i propri indumenti, sia per creare uno spazio condiviso dove trovarsi insieme e svolgere un’attività manuale, lasciando che il lavoro creativo potesse distoglierle, anche solo per poche ore, dalla situazione che stavano vivendo e affrontando.

Volevamo inoltre fornire loro degli strumenti per essere autonome in piccole riparazioni o realizzare accessori per se stesse e la loro futura casa.

Così abbiamo affittato un vero negozio e lo abbiamo arredato per renderlo accogliente, perché sentirsi bene con se stesse può arrivare da momenti di normalità e di incontro con altre donne, non importa quale sia esattamente la loro storia.

Spazi di pensiero più leggero, per qualche ora, un tempo piccolo in cui la donna accolta, tramite il Centro Antiviolenza, potesse allontanarsi dalle preoccupazioni per sé e per i propri figli.

Quali e quanti laboratori avete realizzato?

Per questa prima edizione sono stati organizzati quattro incontri

  • Un laboratorio speciale di cucito a mano insieme a Manuela Ellani
  • Un laboratorio sul riciclo creativo a cura di Elisa Amati
  • Un laboratorio di lavoro a maglia guidato da Federica Brumali
  • Un laboratorio creativo a tema natalizio a cura di Simona Calamai

Che riscontro avete avuto con le attività de La Stanza Celeste? Cosa raccontano le donne che hanno partecipato?

Gli incontri non sono stati solo dei laboratori creativi, ma dei momenti importanti per e con le donne del Centro Antiviolenza. Spazi essenziali per condividere sorrisi e parole, per chiacchierare con leggerezza e allegria, serate di aiuto reciproco nell’approcciarsi ad attività più o meno conosciute.

Per loro e per noi è stato divertente scegliere i colori, le stoffe e i merletti da abbinare nel realizzare una pochette diversa, unica. Bello per le donne scoprirsi capaci di creare una borsa con le proprie mani e vedere il sorriso di chi l’ha realizzata, indossarla e portala via con sé.

C’è stata, tra le donne, chi ha potuto impadronirsi di un’arte mai provata prima, come C. che non aveva mai preso in mano un ago ed alla fine ha imparato ad utilizzare la macchina da cucire.

Chi invece si è riscoperta ancora capace di lavorare a maglia, dopo tanti anni che non prendeva più in mano i ferri, come M. che in poco tempo aveva già fatto un mezzo scaldacollo mentre le altre cercavano ancora di memorizzare una tecnica mai vista prima.

Le partecipanti hanno realizzato progetti pratici e originali, ma quello che più di tutto hanno portato a casa è stata la gioia di aver passato una serata diversa, imparando qualcosa di utile o riappropriarsi delle proprie competenze.

Ringraziamenti

Un grazie sincero a tutte le partecipanti e alle volontarie che hanno contribuito a condurre i laboratori e far vivere questa esperienza.

Ringraziamo inoltre Adriafil per le meravigliose lane donate e per il contributo al progetto attraverso i fondi dell’8×1000 della Chiesa Valdese.

Avere istituzioni e attività produttive che sostengano questi progetti garantisce al nostro lavoro non solo di intervenire in caso di necessità e di supporto, ma anche di offrire spazi di libertà, momenti di tranquillità e normalità.

La galleria del laboratorio La Stanza Celeste

Potrebbe interessarti anche
Campagna Tu lo sai?

Conosci le forme di violenza di genere