10 LUGLIO: CHI STUPRA NON E’ UN AMICHETTO

10 LUGLIO: CHI STUPRA NON E’ UN AMICHETTO

Il Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna esprime indignazione per i contenuti dell’articolo “Ubriache fradicie al party in spiaggia, due 15enni violentate dall’amichetto”, pubblicato il giorno 8 luglio su Rimini Today a firma Redazione e sotto la responsabilità del Direttore Fabio Campanella.
Fin dal titolo, l’articolo pubblicato da Rimini Today è una seconda violenza che colpisce le vite delle ragazze che hanno subito lo stupro, riproducendo i meccanismi della violenza patriarcale e processando i comportamenti delle donne coinvolte. Ad aggravare ulteriormente la violenza esercitata dalla redazione di RT è la minore età di tutte le persone coinvolte nella violenza.
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CHI STUPRA NON È UN AMICHETTO

Il Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna esprime indignazione per i contenuti dell’articolo pubblicato da Rimini Today

Il Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna esprime indignazione per i contenuti dell’articolo “Ubriache fradicie al party in spiaggia, due 15enni violentate dall’amichetto”, pubblicato il giorno 8 luglio su Rimini Today a firma Redazione e sotto la responsabilità del Direttore Fabio Campanella.

Fin dal titolo, l’articolo pubblicato da Rimini Today è una seconda violenza che colpisce le vite delle ragazze che hanno subito lo stupro, riproducendo i meccanismi della violenza patriarcale e processando i comportamenti delle donne coinvolte. Ad aggravare ulteriormente la violenza esercitata dalla redazione di RT è la minore età di tutte le persone coinvolte nella violenza. La libertà e il diritto di cronaca, così come la presunzione di innocenza di un imputato, non possono costituire un alibi o un lasciapassare per ferire e umiliare ancora una volta le donne che denunciano violenza. L’articolo in questione riproduce la violenza di una società che processa le vittime e assolve gli stupratori, arrivando a insinuare che la violenza non sarebbe tale in virtù dei rapporti amicali ed emotivi delle persone coinvolte. Noi sappiamo che molto spesso la violenza contro le donne è agita da compagni, padri o conoscenti violenti, e questo non costituisce un’attenuante ma piuttosto è il sintomo di una violenza strutturale esercitata sui corpi delle donne.

Di certo, l’articolo non rispetta Il Manifesto di Venezia, sottoscritto da centinaia di giornaliste e giornalisti per un’informazione “attenta, corretta e consapevole del fenomeno della violenza di genere”. In particolare, condividiamo le parole del Manifesto di Venezia, volte a evitare che il diritto di cronaca si trasformi in abuso: ogni giornalista è tenuto al “rispetto della verità sostanziale dei fatti”. Non deve cadere in morbose descrizioni o indulgere in dettagli superflui, violando norme deontologiche e trasformando l’informazione in sensazionalismo.

L’articolo pubblicato da Rimini Today si pone inoltre in palese violazione del codice deontologico e della Carta di Treviso, allegato 2 al Testo Unico. Vista la minore età delle ragazze che hanno subito violenza, infatti, i giornalisti e le giornaliste dovrebbero esercitare ulteriore attenzione in quanto “le disposizioni che tutelano la riservatezza dei minori si fondano sul presupposto che la rappresentazione dei loro fatti di vita possa arrecare danno alla loro personalità”.

L’impianto dell’articolo, concentrato sullo stato psicofisico delle ragazze e sugli aspetti morbosi degli avvenimenti, mette in atto ancora una volta un processo di ri-vittimizzazione e colpevolizzazione delle ragazze che hanno subito la violenza. Come Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna rifiutiamo duramente questo tipo di narrazione, che colpisce con violenza le vite delle donne e riproduce i meccanismi patriarcali della violenza di genere.

Edit: In data 9 giugno, in seguito a numerose segnalazioni, il titolo dell’articolo e alcuni termini nel corpo del testo sono stati modificati. Basta il nuovo titolo a dimostrare che la Redazione di Rimini Today non è stata capace di cogliere il problema: “Party in spiaggia, due 15enni violentate dall’amico”. Se chi stupra non può e non deve essere rappresentato a mezzo stampa come un amichetto, non basta di certo definirlo amico per risolvere il problema. La violenza dell’articolo di Rimini Today resta invariata, poiché invariata è la narrazione tossica e patriarcale che le vuole vittime e colpevoli. I limiti di questa correzione, d’altronde, sono insiti nella sua modalità: non una rettifica, o una presa di responsabilità da parte della redazione di fronte alle ragazze sottoposte a gogna mediatica, bensì una correzione che non lascia traccia della violenza narrativa esercitata da Rimini Today. 

Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna

Referente per la stampa:

Paola Gualano

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