La spirale della violenza
Le dinamiche della violenza
La violenza si sviluppa per cicli di durata e frequenza variabili; con il tempo il passaggio da una fase all'altra è sempre più breve e
l'intensità aumenta.
Formazione del legame ed inizio della violenza
la donna investe le proprie energie e la propria personalità al fine di garantire un rapporto di coppia stabile.
Di solito non comprende perché inizi l'escalation delle violenze e, non sapendolo, non riesce ad evitarle.
Legittimazione della violenza
i maltrattamenti del partner sono percepiti dalla vittima come ammissibili e giustificabili. Fornire una motivazione alla violenza genera nella donna attribuzioni di responsabilità e sensi di colpa che le impediscono di riconoscere la violenza e di percepirsi come vittima.
Violenza cronicizzata:
al maltrattamento psicologico si aggiungono violenza fisica e sessuale, con percosse, rapporti sessuali indesiderati e privazione delle più elementari libertà. La donna cerca di convivere con tali violenze, utilizza strategie di adattamento per affrontare la situazione e si focalizza sugli aspetti positivi della relazione. Non trova motivi o possibilità per coltivare le relazioni esterne, non sa a chi rivolgersi, si sente sola, si svalorizza.
Luna di miele e ritorno al maltrattamento
quasi sempre gli abusi sono seguiti da periodi di "luna di miele": scuse, promesse, regali che la donna accetta nella speranza di un reale cambiamento. Si sente addirittura in colpa per aver solo pensato di lasciarlo, ritira eventuali denunce e si impegna a far funzionare il rapporto. Questo periodo è abbastanza breve (da due giorni a sei mesi) dopodichè la violenza ricomincia a manifestarsi.
Fine della relazione:
la donna prende coscienza della situazione e della possibilità di uscirne, si identifica con altre vittime di abuso, è più attiva nel cercare aiuto, respinge coloro che la incoraggiano a rimanere con il partner. È;determinata a porre fine alla relazione, ma questo non significa che la violenza sia finita: spesso l'uomo non accetta di essere lasciato perciò la molesta e la perseguita.